SottoarpoS

 Chiamatemi Replay.
Scrive cancella e riscrive.
Alle elementari era un po’ il mio incubo, perché essendo mancina (per scelta, ma questa è un’altra storia), nonché impugnando la penna come se volessi accoltellare il foglio (cosa che faccio ancora), mi trovavo sempre mezza frase tatuata sul fianco della mano.
Attualmente è diventato, pare, il mio stile di blogger. Sono arrivata ad un totale di cinque Bozze. Più una serie di articoli cancellati di cui, considerando che ho la memoria effettiva di un pesce rosso, non ricordo il numero. Né il titolo. Né tanto meno di cosa trattavano.
Ogni volta che scrivo, lo faccio come sempre, di getto. Poi rileggo. E tutto mi sembra così distante, estraneo.
È che il mondo sta andando al contrario.
Insomma, il Nobel per la Pace vuole bombardare la Siria!
Non che, nel mio piccolo mondo iperuranio, le cose siano state mai particolarmente, come dire, diritte.
Straight. Che poi, vuol dire tutto, o niente.
Il mio mondo va così, con me che non mi sento più sola, paradossalmente da quando sono single.
Con i nuovi incontri che si rivelano molto più significativi, veri e, soprattutto, sani di amicizie coltivate per un decennio.
E le persone che sento ogni giorno abitano a km e km di distanza, mentre quelle dietro casa non danno segni di vita.
Giorni in cui, per concentrarmi, ho perennemente le cuffiette dell’mp3 (sì, avete letto bene, mp3, non I-melasmangiucchiata) conficcate nel cranio. Mi metto persino a canticchiare sottovoce.
E notti in bianco a sommergere uno sconosciuto di parole, mostrandomi davvero per come sono.
Messaggi di auguri da chi non ti aspettavi più nulla, sia in positivo che in negativo.
Chat frenetiche e quotidiane, tra i due lati del globo, interrotte solo dal fuso orario, cui nemmeno i germi influenzali mi fanno rinunciare.
Il mio mondo virtuale è diventato reale.
Il tutto è abbastanza destabilizzante, vi dirò. Ma assolutamente geniale.
Benvenuta nella tua nuova era, venticinquenne!
3, 2, 1… Pubblica!

La valigia in vacanza

Tempo di fare le valigie.
E subito ti rendi conto che non ne hai nemmeno una.
Già perché quando la famiglia va in vacanza, attinge alla riserva comune.
Genitori in Messico= 1 trolley grande + 1 trolley medio + 1 trolley piccolo
Sorella in Sicilia con fidanzato=1 trolley medio + 1 trolley piccolo
Opzioni rimanenti: borsone piscina o valigia dell’anteguerra.
Ho sinceramente provato a far stare la roba nel borsone (compreso telo mare, lenzuola, asciugamani, etc.) e ce l’avevo quasi fatta.
Se non fosse che chiudendo la cerniera… STRAAAP!
Cassiopea.
A vedermi non si direbbe, ma ho la delicatezza di un elefante in una cristalleria.
Ad ogni modo, la valigia dell’anteguerra va più che bene. È fin troppo capiente per una settimana di vacanza e me sola.
Così, dicevo, lei va in vacanza. Senza di me.
Io la raggiungerò il 18 agosto.
Anche questa è stata una furbata delle mie.
Easy Jet voleva farmi pagare il supplemento bagagli.
Perciò, dato che la mia amica Fra andrà giù una settimana prima in macchina col moroso, perché non darle la mia valigia? Così io e Eli arrivate all’aeroporto non ci metteremo duemila anni per recuperare il bagaglio e potremmo andare direttamente al mare.
Ma non posso partire io prima della valigia?!
Mh, no, forse no.
Almeno stasera, con l’occasione del passaggio dei bagagli, andremo a mangiare al Wok. Il che significa tanto, tanto sushi per me.
Certo, se riesco a far stare la valigia nella Smart.
Dovrei cambiare temporaneamente macchina. Usare quella di mamma.
Na, so già come andrà: staccherò il piccì, uscirò in strada con l’enorme valigia, aprirò la Smart e comincerò a studiare un modo per farcela stare. E, canticchiando la musichetta di Tetris, comprenderò che il bagagliaio è troppo piccolo e la metterò sul sedile passeggero. Con la cintura. E un cappello in testa.
D’altronde è lei quella che va in vacanza. Sob.