lajulz ha aggiunto La Taurina agli Amici

 Sono strafatta di taurina. Lo dico, senza troppi preamboli.
Non che sia mai stata una consumatrice ossessiva-compulsiva di bevande energetiche.
E, in genere, il caffè mi fa dormire. Anche se la cosa pare non abbia  a che vedere con la caffeina.
Forse è perché è caldo. Boh.
Ad ogni modo, volente o nolente, sono entrata nel circolo degli energy-drink.
Studio. Attività fisica. Casalinga disperata.
Ebbene sì, attività fisica. Si può forse evitare, dopo le feste natalizie?
Mi sono messa a correre.
Sì, lo so. Io odiavo correre.
Ma, d’altronde, è l’unica attività che permette di evitare la caduta libera del Lato B. Esclusi i leggins push-up, pare, ma quella a parer mio è falsa propaganda. Un po’ come il famoso calzino negli slip della controparte maschile.
Così venerdì scorso ho iniziato a correre. Con mio padre.
Il tutto riassumibile in una parola: “Umiliazione pubblica”. Sì, le parole sono due, ma fa lo stesso.
Perché il mio vecchio avrà anche 57 anni abbondanti, ma ha due polpacci da calciatore di Serie A. E i polmoni di Superman.
Scoperto per caso, giuro. Ma quando ho tirato fuori la kryptonite ha tossito.
Ordunque immaginate. Una maglietta gialla ed un paio di polpacci giganti che mangiano l’asfalto. E dietro… ma molto dietro…
Uno spettro di una venticinquenne che sbuffa come il drago (o meglio la viverna.. mai saputo perché mettano le stramaledette ali sulle zampe anteriori, btw) de Lo Hobbit e biascica qualcosa tipo “Lasciami qui, non pensare a me” e “Vorrei che le mie ceneri venissero sparse in mare.. Ma fai un po’ quel che ti pare, tanto mica me ne accorgerò”.
Per cui, come riassumere in una frase il mio consumo di bevande dai nomi strampalati?!
La taurina è tua amica.
Anche se sa di fragola. Marcia.
Insomma, credo che la colpa del gusto sia sua.
Ne parlavo giusto oggi con Fannes, durante i 15 minuti meno15minuti della storia. Tra un metodo di scolare il riso molto particolare (risultato poco pratico solo a causa del perfido mestolo-catapulta), una guerra tra stracchino e ragù (risolta con un’unione affatto simbolica) e una presa visione delle meraviglie che popolano il suo frigo (anche se, più che altro, la meraviglia sta nel come ci siano arrivate).
Di mio ho testato ben 4 bevande diverse nel giro di una settimana.
Vuoi metterti le ali e le corna? Gusto fragola rancida caramellata.
Vuoi fare come gli austriaci, che mettono dei segnali particolari e fraintendibili? Gusto fragola rancida e limone.
Vuoi dei bei graffi verdi di pus? Gusto fragola caramellata e panna.
Vuoi andare in riabilitazione? Gusto tè al limone zuccheroso…
Gioventù bruciata.
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La valigia in vacanza

Tempo di fare le valigie.
E subito ti rendi conto che non ne hai nemmeno una.
Già perché quando la famiglia va in vacanza, attinge alla riserva comune.
Genitori in Messico= 1 trolley grande + 1 trolley medio + 1 trolley piccolo
Sorella in Sicilia con fidanzato=1 trolley medio + 1 trolley piccolo
Opzioni rimanenti: borsone piscina o valigia dell’anteguerra.
Ho sinceramente provato a far stare la roba nel borsone (compreso telo mare, lenzuola, asciugamani, etc.) e ce l’avevo quasi fatta.
Se non fosse che chiudendo la cerniera… STRAAAP!
Cassiopea.
A vedermi non si direbbe, ma ho la delicatezza di un elefante in una cristalleria.
Ad ogni modo, la valigia dell’anteguerra va più che bene. È fin troppo capiente per una settimana di vacanza e me sola.
Così, dicevo, lei va in vacanza. Senza di me.
Io la raggiungerò il 18 agosto.
Anche questa è stata una furbata delle mie.
Easy Jet voleva farmi pagare il supplemento bagagli.
Perciò, dato che la mia amica Fra andrà giù una settimana prima in macchina col moroso, perché non darle la mia valigia? Così io e Eli arrivate all’aeroporto non ci metteremo duemila anni per recuperare il bagaglio e potremmo andare direttamente al mare.
Ma non posso partire io prima della valigia?!
Mh, no, forse no.
Almeno stasera, con l’occasione del passaggio dei bagagli, andremo a mangiare al Wok. Il che significa tanto, tanto sushi per me.
Certo, se riesco a far stare la valigia nella Smart.
Dovrei cambiare temporaneamente macchina. Usare quella di mamma.
Na, so già come andrà: staccherò il piccì, uscirò in strada con l’enorme valigia, aprirò la Smart e comincerò a studiare un modo per farcela stare. E, canticchiando la musichetta di Tetris, comprenderò che il bagagliaio è troppo piccolo e la metterò sul sedile passeggero. Con la cintura. E un cappello in testa.
D’altronde è lei quella che va in vacanza. Sob.