Tra una pedalata ed un “wtf?!”

 Arriva il momento (spesso e volentieri) nella vita di ogni donna in cui ci si guarda allo specchio e…
“Mh… devofarequalcosaaltrimentimicadràilculo!”
Così, dopo aver fatto ben due bucati, lavato a mano una quantità di vestiti estivi che, ahimè, sembra proprio non debbano servirmi più, steso, stirato, .. Dov’ero rimasta? Ah sì.
Ho riesumato dall’armadio un paio di pantaloncini, reggiseno sportivo, canottierina dei pirati, felpa dell’Everlast.
Pronta.
Apro la porta e.. Diluvia.
Ovvio, pare ovvio.
MA io ho il tapiro (=tapis roulant).
Scendi, ciapa il pesante attrezzo dall’angolo e convincilo con movimenti poco appropriati a spostarsi.
Non si accende.
“Ma come, è morto il tapiro?”
sorella: “È più di un mese che è deceduto, ormai…”
 
Ciò denota quanto io ami correre in genere.
Datemi una piscina e non faticherei a stare in forma.
A questo punto, cosa resta quando piove, il tapiro decide di morire e devifarequalcosaperchéormaiseivestitadasport?
Resta lei.
Lo strumento più amato dalle casalinghe mature.
La cyclette.
Davanti alla tv ovvio. Da vecchia dentro, proprio.
Insomma, se fai una cosa, la fai bene.
Ho messo su Mtv, “che così ci sono le canzoni”.
Si vede che non guardo spesso la tv, vero?
Innanzitutto è partito un meraviglioso programma didattico. 16 anni e incinta. Anche se, in realtà era più un “16 anni in cinta, il ritorno” perché raccontavano di come si fossero evolute le cose per le teenmom “più famose della serie”.
E tra un matrimonio con divorzio due anni dopo, una partenza per il militare, bambini di un anno, lacrime lacrime e lacrime.
Seguito da FriendZone il programma che permette di “uscire allo scoperto”, con il/la proprio/a migliore amico/a. Il primo tizio un fiasco totale, il secondo un successo stravolgente. Non ci sono più le mezze misure, pare.
Ma vogliamo parlare delle infinite pubblicità?!
Devo ammetterlo, tra queste ci sono delle vere perle.
Come i Servizi in abbonamento.
Nel giro di cinque minuti…
Manda un sms con FIGLI spazio TUO NOME e scopri subito quanti figli avrai
Prego?
E col Servizio in Abbonamento, che ti mandano? Il nome, il colore degli occhi, che università frequenterà?!
Chissà quando la persona dei tuoi sogni ti sposerà.
Se è dotato di buon senso mai. Fuggi personadeituoisogni, fuggi.
Manda un sms con TUO NOME spazio NOME DEL TUO AMORE. Il servizio funziona anche se non siete ancora fidanzati!
Ma pensa, ero convinta andassero a controllare.
Continuerò a non guardare la tv.

Incursione nel regno degli uomini

 Non ero mai stata in una concessionaria.
La mia fedele Smart bianca è un tipico usato aziendale, con tanto di forellini da bruciatura nella tappezzeria interna della portiera e sul sedile del guidatore. Ho sempre pensato che il primo proprietario si fosse dato fuoco ai testicoli con la cenere di sigaretta e l’abbia venduta per pagarsi la plastica/allontanare la sfiga.
Qualche dubbio sul mio abbigliamento sportivo, l’avevo già avuto. Ma, quando ho varcato la soglia del Concessionario Mercedes, ho capito che non ero assolutamente preparata.
Era la sagra dei luoghi comuni.
Sulla destra c’erano una serie di scrivanie, tutte occupate, dove uomini in giacca e cravatta illustravano le meraviglie delle creazioni automobilistiche di ultima generazione, quasi non si trattasse più di semplici mezzi di locomozione a benzina o diesel, ma di opere d’arte. Di fronte a loro, le varie tipologie di clienti: il ragazzo-polo-col-colletto-alzato-e-maglioncino-a-righe-sulle-spalle con fidanzatina-annoiata-che-cincischia-con-l’iPhone, gli over50 impomatati tinti e ri-tinti, l’uomo d’affari con la ventriquattrore di pelle nera e lo sguardo fisso sull’orologio.
Non sapendo che fare, giravo come un pesce rosso nella boccia, osservando le protagoniste del salone, nere o bianche che fossero, attorniate da una folla di uomini che commentavano le varie prestazioni/dimensioni del baule/comodità dei sedili, quasi facendo comunella tra loro.
Finché non è arrivato il genio.
Con l’agilità di un felino ha pigiato un pulsante al posto di guida, facendo scattare la serratura del cofano.
L’ha aperto e c’è stato un’aggregazione di massa di uomini in fissa e mugugnanti, spuntati da chissà dove.
Essendo curiosa, sono andata a raggiungerli e sono rimasta di sasso.
Ora, personalmente non capisco assolutamente nulla di motori e l’unico elemento di cui conosco il nome, perché citato più volte nei film (lo spinterogeno), a quanto mi è stato detto, non esiste più all’incirca dagli anni settanta.
Ma com’è possibile commentare un motore completamente coperto da un guscio di plastica nero? E restarci in fissa per più di 5 secondi di fila?
Un po’ vi invidio, uomini. Riuscite quasi a sembrare competenti, anche in queste situazioni.
Mentre io avevo il tipico sguardo allibito del bambino che vede l’Imperatore nudo, nonostante millanti i suoi vestiti nuovi.