L’inganno del Francese

Non sono razzista, o meglio nazionalista. Non odio i francesi. Non odio il Francese. Si chiama ironia.
 
 Non sapendo parlare assolutamente questa lingua, eccezion fatta per Voulez vous paté avec moi (la pubblicità mi ha rovinato la vita), Vie en rose e Oui je suis Catherine Deneuve, ho sempre pensato che il Francese fosse molto romantico.
D’altronde da un banale “Vuoi scopare con me, stanotte” ad un “Voulez vous coucher avec moi, ce soir”, ne passa.
Orbene, mi sono ricreduta.
È successo tutto mentre stavo distrattamente ascoltando la famosa canzone-amplesso del 1969, Je t’aime… moi non plus.
Ecco, moi non plus.
Soffermiamoci un attimo su questa espressione dal suono dolce e soffuso. Sembra quasi una carezza.
Eppure qualcosa non torna.
Così, l’ho googlato (internet illimitato poteeere).
Ed ho scoperto che questa frase dolce dolce, vuol dire… Io no. Io nemmeno.
Tu cosa?!
Sì, lui no, nemmeno lui.
Personalmente gli avrei tirato una padellata sui denti.
Ma Brigitte Bardot (prima) e Jane Birkin (poi), no, loro continuano a gemere. E a dire che lo amano.
Sarà un caso, mi sono detta. D’altronde la canzone era una provocazione e l’uomo non crede alle suadenti parole della partner.
Così mi sono documentata.
Moi aussi je m’aime.
Altra frase bellissima che suona come un cantico delle creature.
E significa Sì, anch’io mi amo.
Parliamone: perché le frasi più dolci e soavi, sono tanto infingarde?
Perché un semplice anch’io (moi aussi) suona di una banalità estrema (della serie, “Massì, lasci pure, anche due etti van bene”), mentre una coltellata al petto come non ti amo (Je ne vous aime pas) è come un fiorellino delicato?
Insomma, per farla breve, ho imparato che il Francese è la lingua perfetta quando vuoi mandare ai freschi qualcuno, ma con estrema grazia e nobiltà.
Dannazione. Ecco che fa una r arrotata.
 
.. aspetto eventuali smentite da madrelingua/studenti di Francese.. illuminatemi..
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18 thoughts on “L’inganno del Francese

  1. Per rimanere in tema “Francia”, ti confesso che sono da tempo segretamente innamorato di Zaz. Amo la sia R arrotata! Semmai dovessi fidanzarmi, o Zaz o niente!

    • Sì.. ma confonde. Insomma se fosse la sua risposta al mio eventuale “Je t’aime”, rimarrei lì per lì stordita, con lo sguardo da triglia lessa in attesa di delucidazioni..
      “Puoi ripetere?”
      “Dicevo anch’io…”
      “Anche tu che?”
      “Che ti… insomma, quel sentimento lì”
      … colpo di mattarello alla nuca.
      Lui sviene. Io tolgo le tende.
      Sipario.

  2. Interessante! Ho amici madrelingua francese. Mi piacerebbe farglielo leggere 😉 con ironia, ovvio.
    Gustosa la padellata sui denti. Che poi ti si arrota mica solo la erre…
    “Mandare ai freschi” invece non l’ho mai sentita. Resisto alla tentazione di cercare su internet e me lo faccio spiegare da te. Se vuoi 🙂

    • Uh, fantastico! Davvero, sarebbe interessante avere un punto di vista.. Io ho chiesto a studenti di francese e, oltre al tipico sguardo da pesce lesso, non hanno saputo dirmi altro che “Ah”
      “Mandare ai freschi” è come “Mandare a quel paese”, ma con una sfumatura leggermente diversa. Insomma, è come se a quel paese ce lo mandassi sul treno, in prima classe, con un biglietto con scritto “Hai vinto!”.
      Per curiosità, ho provato a googlarlo ma nulla.
      Temo sia un neologismo della mia famiglia. Penso la bisnonna.
      A quanto sembra, inventare espressioni è una dote genetica.

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