Cotechino di maggio

 Che il mio equilibrio sia spesso e volentieri una cosa precaria, era ormai risaputo.
No? Allora lo scrivo anche qui: sono goffa. Non so esattamente per quale ragione, non sono particolarmente sgraziata, né mi muovo come un tronchetto della felicità. Anzi sono piuttosto molto elastica.
Eppure, prendo dentro ogni superficie spigolosa e parto per voli acrobatici atterrando non sempre dolcemente.
Penso di aver collezionato più lividi io in quasi 25 anni che Rocky Balboa in sei film.
Così, all’1.00 di sabato 4 maggio 2013, mi sono ritrovata a gambe all’aria, su un marciapiede deserto, in una stradina buia, col telefonino accanto che mandava sproloqui.
“Julz, tutto bene? Ma che è successo?? Ehi, mi senti??! Julz? JULZ?!?!”
Gli sproloqui in questione, altri non erano che mia sorella ed il coinquilino, cui avevo telefonato circa 2 minuti prima di effettuare un triplo carpiato laterale, mettendo accidentalmente il piede dx in una buca di proporzioni epiche, nascosta dall’ombra di un SUV.
Abbarbicandomi alla maniglia del sopracitato, come un valido scalatore di roccia, sono riuscita a tirarmi in piedi e, successivamente, a deambulare, in un modo o nell’altro, verso casa.
Morale: la caviglia ha ormai assunto le sembianze di un cotechino verdognolo ed io sono a riposo forzato (pena rottura dei legamenti, così disse il dottore), in semi-spaccata, con tanto di borsa del ghiaccio.
Heather Parisi non è mai stata sexy quanto me in questo momento.
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11 thoughts on “Cotechino di maggio

    • 🙂 essendo una campionessa mondiale in figuracce, da piccola ero sempre in imbarazzo. Poi ho cominciato a ridere di me per prima. Con tanta autoironia, alla fine anche un difetto come la goffaggine si trasforma in una simpatica caratteristica. Mi hanno detto che sembro un personaggio di un cartone animato.. !!!

      • Penso che aiuti a far capire che le persone non ridono di te, ma CON te.
        E questo, certo, non risolve tutti i problemi di insicurezza che uno ha, ma permette di essere se stessi e di sentirsi, perciò, un po’ più a proprio agio…

      • Forse… comunque la realtà è che contiamo noi e non le persone, che puoi incitrarne che ridono o meno di te, quel che conta è il livello di sicurezza che tu riesci a tirar fuori e pian piano a ottenere se non te lo danno i genitori.,

      • Hai ragione 🙂 Penso che “aiuti”, infatti, a raggiungere una maggior sicurezza. Non ad ottenerla, come per incanto..
        Piccoli passi, insomma. Come per ogni cosa nella vita, alla fine ognuno lavora su di sé.

      • E secondo la sua storia,la sua indole e il suo perscorso… che spesso si aspettano che ttuti arrivaino subito o agli stessi livelli di altri quando non si può, nn siamo uguali

  1. Che disastro XD
    Cotechina bella, come ti capisco!
    E’ che noi abbiamo un rapporto speciale con il marciapiede.
    Ci vuole proprio bene e non riesce a stare troppo lontano da noi!

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